Cinque miti da sfatare sul denaro

Cinque miti da sfatare sul denaro

In qualunque contesto economico, di crisi piuttosto che di crescita, devi comunque prendere decisioni intelligenti sulle spese che riguardano la tua vita quotidiana, i prestiti, il mondo degli investimenti e le possibili alternative che hai per risparmiare. Il mercato è saturo di guru della finanza che danno cattivi consigli su come gestire i propri soldi, inoltre ci sono molti luoghi comuni che frullano nella testa delle persone. Oggi affrontiamo le principali 5 distorsioni che riscontro nella maggior parte delle persone.

  1. Acquistare una casa è sempre meglio che andare in affitto

Su questo mito c’è da sempre una diatriba infinita. Comprare o affittare la casa in cui si vive?

In realtà non esiste una risposta ma solo delle considerazioni

L’acquisto di una casa non sempre garantisce te e l’investimento. Per la maggior parte delle persone, l’acquisto della casa è l’acquisto più importante della loro intera vita. In genere, viene fatto un mutuo di 30 anni con tanto di interessi.

Possedere la casa può avere i suoi vantaggi, è però oggettivamente un rischio, una scommessa.

La maggior parte delle persone presume che il valore della casa aumenterà, e questo non è sempre vero.

Se il mercato immobiliare crolla, e il valore dell’immobile scende del 40%, ciò non avviene per l’importo del muto. Ti ritroveresti quindi con un immobile che vale meno dei soldi che devi restituire alla banca e questo comporta delle complicazioni.

Ipotizziamo che compri una casa del valore di 100mila euro. Pagando 20mila euro contanti e mutuando 80mila, con un interesse a 30 anni. Al tasso fisso TAEG di 1.90% pagheresti 283 euro al mese per 30 anni, cioè 101mila euro. (ho fatto il calcolo utilizzando il simulatore sul sito di una nota banca)

Dopo 7 anni avrai ripagato 23mila euro (col mutuo alla francese quasi interamente di interessi ma trascuriamo questo fatto per semplicità) e ti rimarranno da pagare 78mila euro. (ripeto sto semplificando per non complicare troppo le cose)

Se c’è una crisi e il mercato immobiliare ha perso il 30% l’immobile dopo 7 anni varrà 70mila euro. Ma tu devi ancora pagare 78!!

Se c’è crisi magari potresti anche perdere il lavoro e ritrovarti in difficoltà economica, purtroppo la crisi immobiliare va spesso pari passo alla crisi economica e del mercato del lavoro.

Se la casa finisse all’asta, verrebbe probabilmente pagata ad un valore più basso del valore reale di mercato ipotizziamo per un 10 o 20%. Dopo aver ripagato le spese legali e considerando di avere fortuna e avere l’immobile piazzato al 10% del valore reale, si ricaverebbe forse 55mila euro.

Ma il tuo debito è ancora 78! (E ne hai già pagati 23)

Hai perso 23mila euro, hai perso il lavoro, hai perso la casa, e hai ancora 22mila euro da pagare! E poteva andare molto peggio!

La verità è che comprando la casa con un mutuo, questa non è tua finché non hai finito di pagarla per intero. Per 30 anni è della banca. C’è sopra l’ipoteca! Si verifica infatti una distorsione, soprattutto in campo fiscale, perché risulti proprietario di un immobile che non è tuo, c’è il tuo nome sopra ma non è tuo. E’ della banca!

Se a tutti gli effetti la casa non è tua ma della banca, allora io ritengo un errore che ai fini fiscali la casa venga ritenuta un tuo patrimonio e che tu debba pagare le tasse relative. La banca dovrebbe pagare quelle tasse, almeno fino a quando non cessa l’ipoteca o almeno per la parte ancora da pagare del valore dell’immobile. Lo so, molti penseranno che questa è una considerazione assurda e folle, ma io la penso così.

Tornando al ragionamento iniziale.

Qualcuno potrebbe opinare che dipingo uno scenario troppo disastroso.

Forse, o forse no.

A dire il vero avrei potuto spingermi a dipingere una situazione anche peggiore. In ogni caso il futuro non lo conosce nessuno, chi può dirlo cosa succederà!?

Ciò che è successo con il COVID l’avresti mai immaginato?

Conosco una persona che a metà anni 80 ha pagato la propria prima casa 45mila euro (controvalore in lire dell’epoca). L’ha rivenduta dopo 20 anni a 290mila euro. In quel caso la scommessa è stata vinta.

E’ successo a molti nelle generazioni passate di fare questo tipo di affare, l’errore è dare per scontato che il futuro sarà identico al passato.

Bisogna essere consapevoli che entrambe le possibilità sono concrete. Non è sbagliato in assoluto comprare la prima casa con il mutuo. E’ una scommessa che si può vincere o perdere, basta saperlo.

Molti pensano che stando in affitto mensilmente si perdono i soldi mentre pagando il mutuo lentamente si acquisisce l’immobile, quindi è preferibile comprare.

E’ vero, ma comporta dei rischi, anche pesanti, che in affitto non hai.

Devi saperlo e accettarlo in relazione alla tua propensione al rischio.

 

  1. Non guadagno abbastanza per risparmiare

Questo è uno dei miti più popolari. Soprattutto da persone che si sono appena laureate e guadagnano meno di quanto vorrebbero.

Spesso senti “inizierò a risparmiare a 30 anni” o qualcosa tipo “Oggi potrei mettere da parte talmente poco che non avrebbe senso”.

Il risparmio è in realtà uno dei principali motori verso l’indipendenza finanziaria. La potenza dell’interesse composto ti permette di guadagnare su qualsiasi investimento. In genere, le persone presumono di dover avere molti soldi per investire, ed è sbagliato.

Supponiamo che all’età di 25 anni investa 3.000 euro all’anno guadagnando in media l’8% all’anno (poco più della media dell’sp500 degli ultimi 20 anni). Se continui ad accantonare 3.000 ogni anno oltre ovviamente ad utilizzare la capitalizzazione composta, all’età di 65 anni ti ritroverai circa 850mila euro. Se Inizi solo a 35 anni la cifra scende a 370.000. Meno della metà del capitale finale a disposizione!

Il consiglio è di iniziare presto.

 

  1. Devo ripagare i debiti poco per volta, abbassando al minimo la rata mensile, così non avrò problemi e sarò un buon pagatore.

Pagare il minimo ogni mese non solo prolunga la durata del prestito, ma danneggia anche il tuo punteggio nelle centrali di rischio. Più lungo è il prestito, più interessi pagherai. I prestiti al consumo in possono avere pagamenti minimi anche di solo 30 euro al mese. Se hai 2.000 euro di debito, con un tasso di interesse del 18%, ci vorranno 289 mesi per ripagare il tuo saldo e alla fine solo di interessi avrai pagato 4396 euro.

Se hai dei debiti, fai di tutto per ripagarli in fretta, anche a costo di rinunciare a qualcosa di importante per te nel breve termine.

 

  1. Conta soprattutto se posso permettermi la rata mensile.

Basare le proprie decisioni finanziarie sulla capacità di pagare la rata mensile può essere disastroso. Per esempio, solo perché puoi permetterti la rata della macchina, non significa che sia una buona idea comprarla. Uno dei motivi principali per cui le persone si mettono nei guai con i prestiti è perché si concentrano sulla rata mensile e non sull’importo totale.

L’acquisto di una macchina da 25.000 euro può essere solo 450 euro al mese, ma andare in giro con un veicolo più economico da 14.000 euro ti costerebbe 250 euro. Quei 200 euro extra che stai risparmiando al mese possono essere l’inizio del tuo piano pensionistico privato.

Non decidere cosa comprare basandoti sull’importo della rata e se possibile paga cash.

 

  1. Si riceve in relazione a quanto si paga.

Le persone in genere associano un prezzo elevato alla qualità. Il più delle volte è così, ma a volte pagherai più del dovuto per un prodotto o servizio medio. Pagare per articoli costosi non per forza migliora la tua vita.

Se compri una Mercedes o una BMW pagherai di più e sicuramente la qualità potrà essere superiore rispetto ad avere una FIAT. Ma davvero la qualità della tua vita migliorerà di pari passo? In realtà no, perché stai pagando soprattutto per lo status symbol, che è una cosa astratta.

A volte l’opzione più economica è migliore.

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